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I percorsi sperimentali di formazione delle competenze tecnico professionali in impresa nella Provincia di Cuneo


I percorsi sperimentali di formazione delle competenze tecnico professionali in impresa nella Provincia di Cuneo




3.1 Le caratteristiche quantitative della sperimentazione in Provincia di Cuneo



In Provincia di Cuneo la sperimentazione ha interessato un numero più circoscritto di agenzie formative, imprese ed apprendisti (cfr. Tabella 1.1).

Solo 3 agenzie formative hanno deciso infatti di cogliere questa opportunità, verificando con le imprese l’interesse ad attivare la formazione tecnico professionale dei loro apprendisti direttamente al proprio interno.

Il numero decisamente più basso di progetti formativi attivati ha naturalmente condizionato anche il numero di imprese (73) e apprendisti (78) coinvolti.

In questo territorio la sperimentazione ha quindi assunto più marcatamente le caratteristiche di piccolo “laboratorio” per una prima “esplorazione” delle potenzialità che avrebbe potuto avere questa diversa modalità di coinvolgere le imprese nella progettazione ed erogazione dei percorsi di formazione formale rivolte allo sviluppo delle competenze tecnico professionali.

Per altro le agenzie coinvolte rappresentano da anni un riferimento significativo in termini di offerta formativa per l’apprendistato nella Provincia di Cuneo, che si sono spesso distinte per la produzione di innovazioni destinate a consolidarsi nel sistema formativo territoriale.

Le caratteristiche degli apprendisti coinvolti nella sperimentazione risultano ovviamente pesantemente influenzate dalle caratteristiche delle agenzie che hanno aderito all’iniziativa e dalle scelte strategiche che esse hanno operato al momento di avviare la sperimentazione.

La grande maggioranza dei partecipanti sono infatti maschi (cfr. figura 3.1.1) e in possesso di un basso titolo di studio (cfr. figura 3.1.2).

Inoltre ben il 55% dei partecipanti ha compiuto almeno 25 anni (cfr. figura 3.1.3).

Figura 3.1.1 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per genere (Totale = 78)

Figura 3.1.2 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per titolo di studio (Totale = 78)

Figura 3.1.3 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per classi di età (Totale = 78)

Queste caratteristiche degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione sono più facilmente comprensibili alla luce dei settori a cui appartengono le imprese di provenienza (cfr. figura 3.1.4), con il settore delle Costruzioni che copre ben il 67% del totale, seguito a grande distanza da Acconciatura (11%), Servizi di autoriparazione (8%), Legno e arredamento (6%) e Pubblici esercizi (4%).

Figura 3.1.4 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per settori produttivi di appartenenza (Totale = 78)

La concentrazione degli apprendisti in questi settori è dovuta principalmente alle caratteristiche dei progetti formativi sperimentali che sono stati attivati (cfr. il paragrafo 3.2).

La significativa prevalenza (67%) di apprendisti che affrontano la formazione relativa alla seconda annualità del percorso di apprendistato (cfr. figura 3.1.5), assolutamente allineata ai valori già riscontrati in Provincia di Torino, fa pensare che anche in questo caso la decisione di agenzie formative e imprese di aderire alla sperimentazione sia stata mossa principalmente dalla possibilità di rispondere ad una esigenza di formazione successiva al periodo di primissimo inserimento, che appare ancora più critica da affrontare attraverso il tradizionale sistema di offerta formativa regionale che ha fino ad oggi caratterizzato l’apprendistato (cfr. il paragrafo 2.1).

Figura 3.1.5 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per annualità del proprio percorso di apprendistato (Totale = 78)

Rispetto al contesto torinese si accentua ulteriormente l’appartenenza degli apprendisti coinvolti a realtà produttive di dimensioni ridotte: ben l’89% di essi provengono da imprese inferiori ai 10 addetti, mentre il restante 11% riguarda comunque strutture che non arrivano ai 50 addetti (cfr. figura 3.1.6).

Si tratta ovviamente di un dato che rende particolarmente interessante la sperimentazione in questo territorio, in quanto gli elementi che emergono riguardano, almeno dal punto di vista della dimensione aziendale, una tipologia di impresa in cui l’attivazione di significative esperienze formative interne viene considerata particolarmente problematica.

Figura 3.1.6 La distribuzione degli apprendisti partecipanti alla sperimentazione per dimensione dell’impresa di provenienza (Totale = 78)

3.2 Le motivazioni di partenza e i progetti sperimentali che sono stati attivati



Le tre agenzie formative che hanno deciso di attivare la sperimentazione erano accomunate dalla volontà di superare i limiti incontrati nella tradizionale modalità di erogare l’offerta formativa per gli apprendisti.

Anche se l’orizzonte in cui si è mossa la sperimentazione, partendo dallo specifico contesto di riferimento e dalle relative caratteristiche dell’offerta formativa per l’apprendistato che erano proprie per ciascuna agenzia, presenta finalità e ampiezza diverse per ciascuna di esse.

Per la prima agenzia formativa, caratterizzata da una specifica missione di supporto allo sviluppo del settore delle costruzioni, attraverso la sperimentazione si intendeva cercare di superare una criticità specifica del modello complessivo dell’offerta formativa per l’apprendistato messa a punto per le imprese del territorio.

Essa prevede una formazione trasversale sul cantiere nella prima annualità, per poi avviare a partire dalla seconda annualità percorsi di specializzazione professionale, rispetto ai quali era però difficile costruire gruppi classe omogenei. La possibilità di realizzare questa formazione direttamente in impresa era vista come un’opportunità per una più efficace professionalizzazione sugli aspetti tecnico operativi, che avrebbe contribuito a qualificare il modello complessivo di offerta formativa settoriale per l’apprendistato sul territorio.

Nel secondo caso siamo invece in presenza di un’agenzia formativa che opera in riferimento a diversi settori all’interno di un’area territoriale più specifica e circoscritta rispetto all’insieme della Provincia. Il forte legame con le piccole imprese del territorio ha necessariamente portato la struttura formativa a dover rispondere ad una domanda molto variegata per quanto riguarda i settori e le professionalità da sviluppare. In questo caso la sperimentazione è stata vista in primo luogo come un’opportunità per affrontare una domanda territoriale per profili professionali variegati e relativamente meno numerosi, per i quali è in ogni caso difficile costituire gruppi significativi e/o disporre di strutture tecnologiche adeguate ai fini dello sviluppo delle competenze tecnico professionali

La terza agenzia formativa è una realtà vicina ad una Associazione datoriale del settore terziario, che però in quanto tale si trova a fare i conti con realtà imprenditoriali e esigenze professionali molto diversificate, per le quali la tradizionale offerta di percorsi interaziendali, ancorché molto mirati, non sempre rappresenta una soluzione organizzativa e didattica particolarmente favorevole.

All’interno di questo quadro si è scelto di attivare una piccola sperimentazione per cominciare a verificare la possibilità di introdurre una nuova modalità di proposta formativa a partire da uno dei comparti, quello dei Pubblici Esercizi, per i quali è particolarmente difficile organizzare la partecipazione degli apprendisti a corsi strutturati interaziendali.

La diversa portata delle specifiche finalità alla base di ciascuna sperimentazione ha ovviamente influito anche sui criteri che sono stati assunti per un “dimensionamento quantitativo” dei singoli progetti.

Nel primo caso l’opportunità di sperimentare questa nuova modalità di gestione del percorso formativo dei propri apprendisti è stata offerta a tutte le imprese del settore che avevano apprendisti alla seconda annualità, anche se sono stati posti fin dall’inizio alcuni “prerequisiti in ingresso” (dal punto di vista degli impegni da assumere come impresa e tutor aziendale) che ne hanno di fatto limitato la partecipazione al 75% dei potenziali partecipanti.

Per quanto riguarda l’agenzia a forte vocazione territoriale, si è scelto di partire con alcuni gruppi di profili pilota (Autoriparatori, Lavorazione legno, Servizi alla persona), decidendo di assumere l’interesse e la disponibilità delle imprese (verificata durante un primo incontro di presentazione dell’iniziativa) come «filtro in ingresso» alla sperimentazione

Nel terzo caso ci si è volontariamente limitati a proporre la formazione interna a tre imprese caratterizzate da un rapporto consolidato nel tempo (anche attraverso la ricorrente iscrizione dei propri apprendisti ai corsi interaziendali) con l’agenzia formativa e da una particolare sensibilità ed interesse allo sviluppo della professionalità dei giovani neoinseriti.

Complessivamente l’orientamento è stato quindi quello di promuovere sperimentazioni molto mirate, ad integrazione delle modalità più consolidate di offerta formativa tecnico professionale esterna all’impresa, con l’obiettivo di verificare sul campo fattibilità ed efficacia di un percorso formativo interno al contesto lavorativo, ma anche con una particolare attenzione ad evitare di veicolare il messaggio che si sarebbe trattato di una proposta automaticamente estendibile a tutte le imprese a prescindere dall’esistenza di una serie di condizioni di partenza in grado di garantire adeguati standard qualitativi di base.

Le scelte relative alle finalità e all’impostazione di ciascun progetto sperimentale da avviare ha naturalmente condizionato anche il numero di apprendisti coinvolti al proprio interno.

Tabella 3.2.1 Distribuzione dei progetti sperimentali per numero di apprendisti coinvolti al proprio interno

Ambito di riferimento del progetto sperimentale

Numero di apprendisti coinvolti

Settore delle costruzioni

Comprensorio territoriale a vocazione multisettoriale

Imprese Pubblici Esercizi

52 apprendisti

23 apprendisti

3 apprendisti


La struttura generale dei progetti sperimentali hanno fatto sostanzialmente riferimento a due diverse logiche di fondo.

Nel caso dei progetti relativi al settore delle costruzioni e al comprensorio territoriale il punto di partenza per strutturare il progetto formativo per gli apprendisti è stata l’analisi del

profilo professionale di riferimento

. A partire da esso si è proceduto:

Nel progetto dei Pubblici esercizi invece è stata comunque mantenuta la

struttura modulare del percorso formativo che viene abitualmente erogata agli apprendisti

in relazione a quei profili di riferimento, provvedendo:

Questa diversa impostazione ha naturalmente avuto delle ripercussioni anche sull’articolazione generale dei progetti formativi.

Nel primo caso, ad un primo segmento formativo dedicato alle competenze trasversali (42-44 ore) ha fatto seguito il percorso relativo alle competenze tecnico professionali, che si è svolto prevalentemente all’interno dell’impresa (64-66 ore), con tre momenti (iniziale, in itinere e conclusivo) realizzati in agenzia formativa (a coprire le rimanenti 10-14 ore).

Nel secondo caso la struttura del percorso formativa è rimasta quella tradizionale, con lo svolgimento in impresa dei moduli relativi al marketing e alle competenze operative (44 ore totali).

In ogni caso, in tutte le sperimentazioni realizzate, la struttura ed i contenuti delle attività riferite alle competenze di base e trasversali sono rimaste sostanzialmente identiche a quelle adottate nei percorsi precedenti.

In sede di riflessione critica le agenzie sottolineano che sarebbe opportuno, all’interno di queste ore, dare un adeguato spazio al lavoro con gli apprendisti per una messa a fuoco e consapevolezza della logica e delle modalità che caratterizzano il percorso formativo in impresa, in particolare per quanto riguarda le opportunità e le responsabilità che li riguardano (lo svolgimento in impresa non significa una riduzione del monte ore della formazione).

Il fatto di aver comunque mantenuto presso l’agenzia formativa delle ore di

formazione dedicate a

specifici contenuti tecnico professionali

viene ritenuto un elemento importante ai fini del compiuto raggiungimento degli obiettivi finali di professionalizzazione.

Semmai viene sottolineata la necessità di ripensare queste ore in una logica di maggiore e più sistematica integrazione con il percorso formativo in impresa, anche per un più efficace presidio e accompagnamento del percorso formativo dell’apprendista.

Coerentemente con questa impostazione, si auspica una particolare cura nella gestione di un rientro presso l’agenzia formativa a conclusione dell’intero percorso formativo che, oltre a favorire una sintesi finale dell’esperienza, entri maggiormente nel merito delle capacità e conoscenze effettivamente acquisite dai singoli apprendisti.

Nei prossimi paragrafi verrà dato conto delle modalità con cui sono stati costruiti e realizzati i percorsi formativi in impresa.

Ai fini di evitare ridondanze espositive, nella presentazione di queste esperienze si eviterà di ritornare in dettaglio sulle problematiche che le accomunano alle sperimentazioni realizzate nel territorio torinese, di cui si è già dato conto nel capitolo precedente. Ci limiteremo pertanto a richiamare le specificità che le caratterizzano in rapporto al contesto territoriale e alle relative peculiarità delle finalità e della struttura dei progetti formativi che sono state descritte in precedenza..

3.3 La costruzione dei percorsi formativi in impresa



Anche in queste esperienze il coinvolgimento dei tutor aziendale appare uno dei

passaggi chiave per qualificare

questo nuovo modello di formazione per gli apprendisti.

Pur con differenti livelli di coinvolgimento dei tutor aziendali nelle specifiche situazioni (cfr. paragrafo 2.3), in tutti i casi si è arrivati alla definizione di uno specifico progetto formativo concordato con la singola impresa e sottoscritto dall’apprendista.

Diversi, anche in ragione delle tipologie di progetti formativi messi a punto in ciascuna sperimentazione, risultano i criteri adottati per arrivare a definire i contenuti della formazione in impresa.

Nel caso del progetto relativo al settore delle costruzioni la definizione dei progetti formativi aziendali ha preso le mosse dall’analisi dei 2010-07-19 18:44 Читать похожую статью
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