.RU

Titolo originale: Fantastic Voyage II - старонка 56


nova non gliene aveva parlato.

--Pensi che sia immaginazione?

--Può darsi. Non è che ci siamo

awicinati veramente a lui. Stiamo so-

lo girando. Pare quasi che sia lui ad

awicinarsi.

--Forse la corrente lo ha staccato

dalla cosa che lo bloccava, o si è libe-

rato da solo. In tal caso, la corrente

lo porterebbe da noi, se stiamo inver-

tendo la rotta e rimarremo essenzial-

mente nel medesimo punto.

--Forse.

--Yuri--ordinò la Boranova--

tu concentrati solo sulle sensazioni.

Riferisci continuamente ad Arkady la

direzione da cui provengono, quindi

guidalo costantemente verso Al-

bert... Arkady, man mano che ti av-

vicini ad Albert, dovrai deviare verso

la prima corrente ed entrare nel flus-

so il più vicino possibile alla posizio-

ne di Albert. Poi, quando ci spostere-

mo assieme, sarà facile accostarci a

lui usando i motori.

--Facile per chi non deve control-

larli i motori--borbottò Dezhnev.

--Facile o difficile, fallo--disse

la Boranova aggrottando le sopracci-

glia.--Altrimenti... No, niente "al-

trimenti". Fallo!

Le labbra di Dezhnev si mossero,

ma non ne scaturì alcun suono, e il si-

lenzio scese sulla nave... a parte la

tacita marea di sensazioni che pene-

trava nella mente di Konev ma lascia-

va vuote le altre menti.

Konev rimase in piedi, rivolto nella

direzione da cui gli sembrava che

giungessero i segnali. Una volta mor-

morò:--Decisamente più forte.--

Poi, parecchi secondi più tardi:--Mi

sembra di riuscire quasi a sentire del-

le parole. Forse, se si awicina abba-

stanza...

La sua espressione si fece ancor

218 j~ 219

più contratta, come se stesse sfor-

zandosi di catturare le sensazioni e

comprimerle nella mente, eliminan-

do il rumore e scomponendo il resto

in parole. Il suo dito continuava a

indicare, rigido, e infine Konev dis-

se: -- Arkady, comincia a virare

verso la fascia intermedia e prepara-

ti a immetterti nella prima corren-

te... In fretta. Albert non deve su-

perarci.

--Con tutta la freKa che mi con-

sentono i motori--disse Dezhnev. E

abbassando la voce: -- Se potessi

manovrare questa nave con la stessa

magia con cui voi altri sentite delle

voci. . .

--Dirigiti verso la membrana--

ordinò Konev ignorando il commen-

to.

Fu la Kaliinin la prima a vedere la

scintilla di luce.--Eccolo!--gridò.

--~ il faretto della tuta!

--Non ho bisogno di vederlo--

disse Konev alla Boranova.--Il ru-

more che capto è come un'eruzione

vulcanica in Kamchatka.

--Ancora rumore, ~uri? Niente

parole?

--Paura -- precisò Konev. --

Paura folle.

Ea Boranova osservò: -- Se mi

rendessi conto non so come di essere

intrappolata in un corpo in coma, è

esattamente quello che proverei...

Ma come mai adesso se n'è accorto?

Prima abbiamo distinto delle parole,

e anche immagini calme e serene.

Ansimando un po' per l'eccitazio-

ne della ricerca, che inconsciamente

lo aveva fatto stare col fiato sospeso,

Dezhnev disse:--Forse siamo stati

noi con la nave. Gli abbiamo stimola-

to il cervello.

--Siamo troppo piccoli--replicò

220

Konev sprezzante.--Non possiamo

nemmeno stimolare questa cellula in

modo apprezzabile.

--Ci awiciniamo ad Albert--an-

nunciò Dezhnev.

--Sophia, riesci a captare la sua

struttura elettrica?--chiese la Bora-

nova.

--Debolmente, Natalya.

--Be', usa tutti i mezzi a tua di-

sposizione per creare una forza com-

plementare che lo attiri saldamente.

--Sembra un po' più grande, Na-

talya.

--Sta oscillando, gaTantito--dis-

se la Boranova, cupa in viso. --

Quando sarà fissato alla nave, entre-

rà nel campo di miniaturizzazione ge-

neIale e le sue dimensioni si stabiliz-

zeranno. Presto, Sophia.

Si sentì un lieve tonfo, mentIe

Morrison veniva attratto elettronica-

mente allo scafo.

Morte

Non appena tramonla il sole, scende l'o-

scurità non lasciarsi cogliere di sorpraa.

Dezhnev Senior

70

Morrison in seguito non riuscì a ri-

cordare quel che era accaduto... né

appena prima del suo ritorno a bordo

né immediatamente dopo. Per quan-

to si sforzasse, non ricordava di aver

visto la nave che gli andava incontro,

né il momento del recupero, né

quando gli avevano tolto la tuta di

plastica.

Spingendosi abbastanza indietrO

con la mente, ricordava la disperazio-

ne e la solitudine provate mentre at-

tendeva l'esplosione e la morte. Spin-

gendosi in avanti, ricordava il volto

preoccupato della Kaliinin china su di

lui. Ma tra questi due estremi non

c'era nulla.

Non era già successo? I due episo-

di, collegati dalla presenza della Ka-

hinin che si prendeva cura di lui, era-

no separati da parecchie ore, ma si

fusero in uno solo.

Con voce rauca, quasi incompren-

sibile, Morrison disse in inglese:--

Siamo rivolti nella direzione giusta?

La Kaliinin esitò, poi lentamente,

in un inglese un po' accentato, rispo-

se:--Sì, Albert, ma quello è succes-

so un po' di tempo fa, quando erava-

mo nel capillare. Sei rientrato e poi

sei uscito una seconda volta. Adesso

siamo in un neurone. Ricordi?

Morrison corruga la fronte. Cos'e-

ra quella storia?

Lentamente, a frammenti, la me-

moria gli tomò. Chiuse gli occhi e

cercò di riordinare le idee. Poi, que-

sta volta in russo, chiese:--Come

avete fatto a trovarmi?

Konev rispose:--Ho percepito,

molto forte, le onde cerebrali di Sha-

pirov attraverso il tuo strumento.

--Il mio computer! E salvo?

--Era ancora attaccato a te--dis-

se Konev.--Hai sentito dei pensieri

veri e FOpri, tu?

--Pensieri veri e propri?--Morri-

son lo fissò, confuso.--Che pensie-

ri? Di cosa stai parlando?

Konev stava già spazientendosi,

ma serrò le labbra e disse:--Ho

captato le onde del pensiero di Shapi-

rov che arrivavano fino a me attra-

verso la cellula grazie alla tua appa-

reCchiatura~ ma non c'erano né paro-

le né immagini.

--Cos'hai sentito allora?

--Angoscia.

La Boranova disse:--11 resto di

noi non ha sentito nulla, comunque ci

è parso che la sensazione descritta da

Yuri fosse l'angoscia di una mente

che sapeva di essere intrappolata in

uno stato comatoso, di essere prigio-

niera. Non hai sentito niente di più

preciso?

--No.--Morrison si guardò e si

rese conto di essere steso su due sedi-

li, con la testa appoggiata alle braccia

della Kaliinin, e di avere addosso l'u-

niforme di cotone. Cercò faticosa-

mente di drizzarsi.--Acqua, per fa-

vore.

Bewe avidamente, poi disse: --

Non ricordo di aver sentito o percepi-

to nulla. Nella mia situazione...

Konev l'interruppe brusco:--Che

c'entra la tua situazione? Il tuo com-

puter trasmetteva in~ormazioni. Le

ho percepite a una distanza conside-

revole. Com'è possibile che tu non

abbia sentito nulla?

--Avevo altre cose a cui pensare,

Yuri. Ero rimasto isolato ed ero sicu-

ro di morire. Date le circostanze, non

ho prestato attenzione a nient'altro.

--Non posso credeTci, Albert.

Non mentirmi.

--Non sto mentendo... Coman-

dante Boranova!--disse Morrison,

chiamandola in modo molto formale.

--Esigo che mi si tratti con cortesia.

--Yuri, niente accuse--ordinò la

Boranova.--Se hai delle donnande,

falle.

Konev riprese: --Mettiamola in

questo modo, allora. Ho percepito

una quantità massiccia di sensazioni,

anche se ero lontano dal computer

considerato il nostro livello di minia-

turizzazione. Tu, Albert, eri proprio

a contatto con lo strumento, uno

strumento regolato apposta per il tuo

ceNello. I nostri cervelli appanerran-

no anche allo stesso gruppo, però

non sono identici, e col tuo strumen-

to puoi ottenere percezioni migliori

delle mie. Com'è possibile che io ab-

bia avuto tante percezioni mentre tu

affermi di non avere sentito nulla?

Morrison replicò caparbio:--Se-

condo te, avevo il tempo o la voglia

di seguire le percezioni? Ero stato

strappato via dalla nave... ero isola-

to, solo, perso.

--Capisco, perb non è necessario

uno sforzo particolare per percepire.

Qualsiasi cosa awenga, le sensazioni

ti penetrano nella mente.

--lo comunque non ho ricevuto

nessuna sensazione. Avevo la mente

occupata da due cose... ero solo e sa-

rei mono. Possibile che tu non capi-

sca? Pensavo che mi sarei surriscalda-

to e sarei mono, come per poco non

è successo la prima volta.--Un dub-

bio improwiso assalì Morrison, che si

rivolse alla Kaliinin.--Sono state

due le volte, vero?

--Sì, Alben.

--E poi mi sono reso conto che

non mi stavo surriscaldando. Mi è

sembrato invece di diventare più

grande e più piccolo... di oscillare.

Invece del passaggio di energia termi-

ca c'era una specie di passaggio di

energia miniatunzzante. E possibile,

Natalya?

La Boranova esitò, poi rispose:--

Questo effetto lo si deduce logica-

mente dalle equazioni di campo della

miniaturizzazione. Non è mai stato

verificato direttamente, ma a quanto

-pare la tua espenenza là fuori lo con-

ferma.

--Sembrava che le dimensioni

dell'ambierite esterno oscillassero,

che le molecole d'acqua attorno a me

si espandessero e si restringessero,

ma era più logico che a oscillare fossi

io, e non tutto il resto.

--Osservazione esatta. Quel che

ci hai appena riferito è prezioso.

Dunque potremmo dire che la situa-

zione drarnmatica in cui ti sei ritrova-

to non è stata del tutto negativa.

Konev sbottò indignato:--Alben,

ci vieni a raccontare che eri perfetta-

mente in grado di compiere osserva-

zioni meticolose e razionali... e conti-

nui a pretendere che ti crediamo

quando affermi di non avere percepi-

to nulla?

Morrison alzò la voce.--Non ca-

pisci, monomaniaco, che erano pro-

prio queste osservazioni mebcolose e

razionali a riempirmi la mente la-

sciando fuori tutto il resto? Ero ter-

rorizzato. A ogni contrazione delle

molecole mi aspettavo che la contra-

zione proseguisse all'infinito, il che

all'atto pratico avrebbe significato la

mia espansione illimitata... in parole

povere, sarebbe subentrata la demi-

niaturizzazione spontanea, e io sarei

esploso, morendo. Non mi interessa-

va affatto percepire le onde scettiche

in quel frangente. Anche se mi fosse-

ro entrate in testa, data la rnia situa-

zione le avrei ignorate. Ecco come

stanno le cose.

Konev contrasse i lineamenti in

un'espressione di disprezzo. -- Se

avessi un incarico importante da svol-

gere e mi trovassi di fronte a un plo-

tone d'esecuzione, negli attimi prima

degli spari mi concentrerei ugual-

mente sul mio incarico.

Dezhnev borbottò:--Come dice-

va mio padre: «Tutti sono capaci di

cacciare coraggiosamente un orsO,

quando l'orso è assente«.

Konev lo aggredì rabbioso.--Ne

ho abbastanza di tuo padre, vecchio

ubriacone.

Dezhnev disse:--Ripetilo quando

saremo tornati sani e salvi nella Grot-

ta e ti accorgerai che stai cacciando

I'orso quando l'orso è presente.

--Non aggiungere una sola paro-

la, Yuri--intervenne la Boranova.

--Intendi litigare con tutti?

--Natalya, intendo fare il mio la-

voro. Albert deve uscire di nuovo.

--No--fece Morrison atterrito.

--Mai.

Fissando Konev in cagnesco,

Dezhnev commentò:--Ha parlato

un vero eroe sovietico. Lui deve fare

il suo lavoro, quindi Albert deve

uscire di nuovo nella cellula.

La Boranova annuì. --Dezhnev

ha ragione, Yuri. Ti vanti che nem-

meno un plotone d'esecuzione ti di-

stoglierebbe dal tuo dovere. Esci tu,

aUora... per una volta, visto che Al-

bert è già uscito due volte.

Konev ribatté:--E la sua macchi-

na. E adatta al suo cervello.

--D~accordo--convenne la Bora-

nova.--Ma hai detto che avete lo

stesso gruppo cerebrale, no? Quello

che ha percepito Albert, anche tu

I'hai percepito. Quando era disperso

nel fluido intercellulare, le onde scet-

tiche le hai sentite, mi pare. Ed eri

lontano. Uscendo all'esterno e con la

macchina nelle tue stesse mani, rac-

coglieresti dei dati di persona, che

per noi avrebbero più valore in ogni

caso. Non serve a nulla insistere sulla

~j maggiore sensibilità di Albert se con-
2010-07-19 18:44 Читать похожую статью
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • Контрольная работа
  • © Помощь студентам
    Образовательные документы для студентов.